2.6.09
aspetto che chiuda wall street, e poi via, a casa. dopo circa 12 ore in redazione. è il secondo giorno di vita nel quotidiano, tra i tanti stage collezionati mi mancava quello nel giornale nel vero senso della parola. e parlare oggi con giacomo, giornalista spagnolo di origine italiana e alla ricerca di sorte (suerte!) a milano, mi ha fatto tornare la voglia, per l'ennesima voglia, di far pulsare nuovamente queste pagine.
notizie del giorno da rassegnata stampa? una, finalmente, sono riuscita a farla passare su finanza e mercati. una brevina sul primo fondo pan-asiatico costituito dall'asian development bank e dall'islamic development bank che rispetta i principi della sharia, la cosiddetta legge islamica. che sarebbe meglio chiamare codice. la sharia ha due dimensioni: quella metafisica, determinata dalla 'legge di dio' e in quanto tale sconosciuta agli uomini, e quella sostanziale, fatta dalla scienza giurisprudenziale e quindi dalla letteratura.

il fondo per le infrastrutture islamiche punta a raccogliere 500 milioni di dollari ed è destinato a finanziare opere in 12 Paesi asiatici (afghanistan, pakistan, indonesia, malaysia, ma anche azerbaigian, bangladesh, kazakhistan, kirghizistan, maldive, tagikistan, turkmenistan e uzbekistan). in particolare infrastrutture dove le condizioni di vita sono considerate inferiori alla media asiatica. "in indonesia - ha spiegato robert van zwieten, direttore della divisione mercati di capitali e finanziaria dell'asian development bank - solo il 39% dei residenti urbani hanno accesso agli acquedotti, solo il 9,5% delle strade in afghanistan sono asfaltate e solo il 42% della popolazione del bangladesh ha accesso all'elettricità".

è la prima volta che l'adb accende un fondo che rispetta i cosiddetti sukuk, cioè le obbligazioni senza addebiti o interessi. il fondo punta a raccogliere investitori, per così dire, di tutte le fedi: il potenziale dei fondi sovrani dei paesi del golfo persico ammontavano a circa 1.200 miliardi di dollari alla fine del 2008, ma investitori istituzionali interessati a impegnare liquidi, secondo adb, non mancano.

l'adb è quella che ha in parte finanziato la linea elettrica che dall'uzbekistan fornisce energia a kabul, dove da ieri, dopo due anni di razionamenti, non si rimane (a quanto pare) più al buio. linea costata 250 milioni di dollari. ora, sorge una domanda, spontanea: chi si è aggiudicato i lavori?

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Ornella Sinigaglia at 20:50 | |

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