Ripetere una cosa mille volte finisce per rendere quella cosa verità anche se è una menzogna. Per questo qui c'è qualcosa che non mi torna. Insomma, la Gelmini dice che si rende conto del disagio dei giovani, che sta lavorando per ridare ai giovani il diritto allo studio e un futuro di lavoro. Ma se capisce il disagio dei giovani e vuole dare loro un futuro di lavoro, come fa a non rendersi conto che non è solo il sistema universitario la causa della stasi italiana? Vogliamo parlare della gerontocrazia italiana? Quella sì che ci mette gli stivali di argilla, a noi giovani. E gli stage non retribuiti? E il mancato riconoscimento della professionalizzazione che danno? Il turn over che non c'è nel mondo della ricerca perché chi può va all'estero dove almeno, anche se non sei una nuova Rita Levi Montalcini, puoi comunque vivere in maniera più dignitosa?
E poi, ridare il diritto allo studio. Forse la mia memoria è corta (probabilmente grazie al sistema repetita juvant applicato alla menzogna), ma chi ce l'avrebbe tolto? Ridare diritto allo studio vuol dire più case dello studente, più mense studentesche, soprattutto più agevolazioni per gli studenti, che un ministro può auspicare instillando una cultura del rispetto e della valorizzazione dello studio. A Roma non esistono sconti per under 26 come invece succede in tutta Europa, e la tessera internazionale dello studente te la devi comprare a 10 euro perché ci sono università che il tesserino o il libretto non lo danno. A quale diritto allo studio si riferisce il ministro? Da dove prenderà i soldi per le residenze per studenti che promette? Ma soprattutto, se le agenzie per il diritto allo studio sono regionali come sarà garantita la loro realizzazione? La formula della
promessa, per ora, è un po' ampia: "stanziare nuove risorse per favorire la realizzazione di residenze universitarie e consentire a tutti i capaci e meritevoli aventi diritto di usufruire delle borse di studio".
UNIVERSITA': GELMINI, CAPISCO PREOCCUPAZIONI E DISAGI DEI GIOVANI
Montecatini Terme (Pistoia), 15 nov. - (Adnkronos) - "Credo di poter capire le preoccupazioni e i disagi dei giovani che si sono catalizzati intorno ad un decreto e che poi la politica ha strumentalizzato. Ma il disagio rimane, cosi' come l'incertezza sul futuro. E quando i giovani hanno paura per il futuro vuol dire che gli adulti non hanno lavorato bene". Lo ha detto il ministro della Pubblica istruzione e dell'universita', Mariastella Gelmini, parlando delle proteste studentesche e delle proteste nelle universita' nel corso di un dibattito al convegno nazionale dei Circoli del Buongoverno in corso di svolgimento a Montecatini Terme. "Proprio perche' capisco le preoccupazioni dei giovani - ha aggiunto il ministro - sono ancora piu' convinta che sia importante cambiare la scuola e l'universita' e lavorare nella direzione delle riforme. Troppi veti, troppi pregiudizi ideologici hanno per decenni ingessato scuola e universita'. Non dobbiamo piu' guardare a questi mondi - ha proseguito Gelmini - con la lente dell'ipocrisia e del pregiudizio; dobbiamo tentare nuovi percorsi. Dobbiamo avere il coraggio di cambiare, mettendo da parte la paura. Chi sta con i giovani non puo' che percorrere strade nuove. Le porte del ministero sono aperte a tutti coloro che vogliono dare un contributo alla nostra sfida. Le critiche vanno accettate, ma non accettero' mai di difendere situazioni indifendibili".
(Pam/Col/Adnkronos)
15-NOV-08 13:29
...e poi, il Circolo del buon governo. Solo il nome fa capire che c'è un qualche nesso con qualche altro slogan-partito. Ma ripetere una cosa finché non diventa verità... eh, questo sì che è un bel modo per cambiare la società.
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